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Pittura Acrilica

La pittura acrilica è una tecnica considerata relativamente recente.

I colori sono realizzati con pigmenti, ovvero polveri colorate, oggi mischiati con una resina acrilica, che ha un essicazione generalmente veloce, ma che può essere variabile a seconda delle case produttrici e delle resine usate.

I colori acrilici, vengono diluiti normalmente con acqua, hanno la caratteristica di essiccare molto più velocemente rispetto ai colori ad olio, per cui molti fautori dei colori ad olio pensano non siano da utilizzare perché la tecnica a sfumatura risulta più difficile.

La mia esperienza come utilizzatrice e come insegnante, mi permette di dichiarare il contrario, certo, è un po’ più difficile apprendere la tecnica, ma una volta acquisita permette di avere risultati pari ai colori ad olio.

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I colori acrilici sono tutti miscelabili tra loro, e a differenza delle tradizionali tempere, una volta asciutti risulteranno indissolubili.

Alcuni colori acrilici possono risultare sensibili alla luce, perché creati con pigmenti fotosensibili, ma per ovviare a questo problema esistono delle vernici protettive con filtro UV.

I pennelli dopo l’uso andranno lavati accuratamente, con acqua e sapone, anche se i pigmenti hanno la tendenza a depositarsi, nei pressi della ghiera. Ogni tanto bisognerà lavarli con un liquido che permettere di sciogliere il pigmento e riporta le setole alla loro origine, quindi morbide e flessibili.

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Uncinetto tunisino

UNCINETTO TUNISINO:

L’uncinetto tunisino deve il suo nome al paese di origine della tecnica , la Tunisia.

La lavorazione, che si ottiene usando questo tipo di uncinetto è un vero e proprio tessuto,ed è una via di mezzo tra la lavorazione con i ferri da maglia e l’uncinetto.

A differenza dell’uncinetto tradizionale, questo strumento è lungo come un ferro ( 30cm) e dalla parte opposta all’uncino, ha un pallino o un piccolo parallelepipedo che funge da fermo per le maglie; lo si trova in commercio sia di metallo che di bamboo.

Negli anni è nato anche l’uncinetto tunisino a due punte, una per estremità , da utilizzare per la lavorazione in tondo.

Per ottenere l’effetto “tessitura”, si eseguono giri di andata e giri di ritorno, senza mai girare il lavoro.

Nel giro di andata si raccolgono sull’uncinetto tutte le maglie , e a seconda di come passerà l’uncino attraverso il lavoro si eseguirà un punto, piuttosto che un altro.

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Uncinetti

Origini dell’uncinetto

Le origini della lavorazione all’uncinetto sono antichissime e, come nel caso di altre arti tessili, difficili da tracciare, ma sono stati trovati esempi primitivi in ogni angolo del globo, in Estremo Oriente, in Africa, Europa, America del Nord e del Sud ed esempi se ne ritrovano già nella cultura egizia.

Alle volte l’uncinetto è stato lavorato su fini uncini con filati molto fini che producevano un delicato tessuto simile a trine, oppure è stato lavorato con filati più spessi su grossi uncini dando origine ad un tessuto compatto e denso.

Questo secondo tipo di uncinetto veniva usato dai Cinesi per fabbricare bambole tridimensionali, dagli Africani che lo usavano per fabbricare i copricapi dei loro capi tribù, dai Turchi per creare cappelli e in Scozia per fare berretti e pesanti mantelli.

La forma di uncinetto più delicata ebbe origine in Italia nel XVI secolo ed esso veniva soprattutto usato dalle suore per realizzare addobbi e vestimenti per la chiesa.

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Il Macramè

Macramè è un merletto a nodi. In generale il nome viene utilizzato impropriamente per indicare un pizzo, un ricamo, un intreccio raffinato e grazioso.

È un termine derivato dalla lingua araba mahramatun (fazzoletto) o da migramah (frangia per guarnizione), da cui vengono anche i termini turchi-ottomani mahrama e makrama (asciugamano o fazzoletto per il capo ricamato[1] che, come molte altre parole mediorientali, è entrato a far parte della parlata ligure importata dai marinai che dalle colonie oltremarine approdavano al porto di Genova o in qualche altro scalo della Liguria.

Tipico della Liguria, esso era usato molto in passato per decorare le frange degli asciugamani in lino.

Questo merletto ha dato il nome al campo scout internazionale Macramé 2004 (con l’accento invertito) svoltosi in occasione di Genova capitale europea della cultura nel 2004[2].